Primo rischio assoluto: la differenza con il valore intero

Una delle clausole delle polizze assicurative che richiede particolare attenzione, soprattutto durante la fase di contrattazione con la compagnia assicurativa, riguarda il calcolo del potenziale risarcimento a cui si avrebbe diritto nel caso in cui il rischio previsto nella polizza si verificasse.

In particolare, quando si negozia il risarcimento per un bene eventualmente danneggiato, è importante fare attenzione alla natura della polizza che si sta per sottoscrivere. Questa, infatti, può operare a valore intero, primo rischio relativo o primo rischio assoluto. Per comprendere le differenze, analizziamo separatamente queste clausole.  

Cosa significa assicurazione a valore intero?  

Quando si sottoscrive una polizza danni, come ad esempio una polizza incendio, è possibile trovare nel contratto la clausola relativa all’assicurazione a valore intero. Ma cosa significa esattamente una polizza a valore intero? L’assicurazione a valore intero, come suggerisce il nome stesso, è una forma di assicurazione in cui le somme assicurate devono corrispondere al valore effettivo del bene assicurato. Ad esempio, se si desidera assicurare un quadro con un valore di mercato reale di 20.000 euro, non sarà possibile assicurare il bene per un valore superiore a tale cifra. Questo tipo di assicurazione è comunemente utilizzato nelle polizze per la protezione della casa, ma può essere applicato anche ad altri beni. È adatto a coloro che sono in grado di determinare accuratamente il valore dei beni che intendono assicurare, in modo da ricevere un risarcimento corrispondente al valore effettivo dei beni danneggiati o perduti in caso di sinistro. Inoltre, non è possibile assicurare solo una parte del bene (ad esempio, la cornice del quadro, escludendo la tela), ma è necessario assicurare l’intero bene, come suggerisce il nome stesso. Tuttavia, poiché il valore dei beni sul mercato può variare nel tempo a causa delle fluttuazioni dello stesso, dell’usura o del deterioramento parziale, o di possibili rivalutazioni, le polizze a valore intero devono essere periodicamente riviste e aggiornate per adeguare le somme assicurate al valore reale dei beni protetti.  

Cosa si intende per assicurazione a primo rischio assoluto e relativo?  

La polizza a primo rischio assoluto, che si tratti di un’assicurazione per la casa o per l’auto, prevede un accordo tra la compagnia assicuratrice e l’assicurato al momento della stipula del contratto, riguardante un valore massimo di risarcimento in caso di danno. In questo caso, il valore effettivo del bene assicurato non è rilevante, poiché viene stabilito dall’accordo condiviso tra l’assicurato e l’assicuratore al momento della sottoscrizione della polizza. Tuttavia, è importante fare attenzione, poiché questa cifra è completamente separata dal valore effettivo dei danni subiti e, di conseguenza, in caso di sinistro, il risarcimento potrebbe risultare inferiore al costo degli stessi.  

Prendiamo l’esempio di un’assicurazione per la casa. Se nella polizza si è inclusa la garanzia “Danni al fabbricato” con un massimale di 100mila euro e il valore di ricostruzione dell’immobile è di 200.000 euro, in caso di danno, l’assicurazione a primo rischio assoluto coprirà solo fino al limite massimo stabilito, anche se i danni, in questo caso, superano i 100.000 euro.  

La compagnia assicuratrice rimborserà il beneficiario solo se si verifica il rischio assicurato con il valore concordato nel contratto di polizza, indipendentemente dal fatto che il risarcimento possa essere inferiore o superiore alla somma necessaria per coprire i danni causati dal sinistro.  

Nell’ambito delle assicurazioni a primo rischio relativo, invece, al momento della sottoscrizione del contratto, è richiesto all’assicurato di fornire alla compagnia assicuratrice due valori: il valore assicurato, che rappresenta il massimo importo di risarcimento che la compagnia può erogare, e il valore assicurabile, che corrisponde al valore complessivo di tutti gli elementi coperti dalla polizza. Nel caso in cui il valore assicurabile sia superiore al valore assicurato e si verifichi un sinistro, il risarcimento verrà ridotto in base alla regola proporzionale.  

Differenza tra primo rischio assoluto e valore interno  

L’assicurazione a primo rischio assoluto si differenzia dalla tipologia a valore intero poiché offre la possibilità, in base all’articolo 1908 del Codice Civile, di assicurare o una parte del bene o l’intero valore.  

Nella maggioranza dei casi, si opta per assicurare una parte massima del valore. Coloro che sono interessati a questa forma di polizza, normalmente, desiderano proteggere i propri beni di proprietà senza ricorrere alla regola proporzionale. In questo modo, si spera di non subire danni che coinvolgano l’intero valore del bene, ma solo una sua parte.  

D’altra parte, in una polizza a valore intero, è necessario che la somma assicurata corrisponda al valore reale del bene calcolata sul periodo di sottoscrizione del contratto. A differenza della polizza a primo rischio assoluto, inoltre, con questo tipo di assicurazione si è obbligati, come suggerisce il nome stesso, ad assicurare il bene per intero e non solo una parte di esso.   

Assicurare un bene a valore intero, solitamente, ha un costo più basso rispetto a quello da corrispondere per una polizza a primo rischio assoluto.  

Come scegliere tra assicurazione a rischio assoluto e assicurazione a valore intero?  

Per capire quale tipologia di assicurazione scegliere è fondamentale comprendere quale delle due opzioni sia più adatta alle proprie esigenze.  

In generale, possiamo affermare che l’assicurazione a primo rischio assoluto favorisce coloro che hanno beni di valore in casa e desiderano proteggerli senza dover affrontare la complicazione del proporzionale. Ad esempio, in caso di furto, il proprietario assicura i beni per una determinata somma, confidando che i ladri non portino via tutto, ma solo una parte di ciò che è presente.  

D’altro canto, si opterà per una polizza a valore intero quando è possibile quantificare il valore dei beni. Di solito, questa formula viene preferita per stipulare un’assicurazione contro gli incendi, dato che il rischio di perdere tutto in caso di fiamme è elevato.  

Nel caso dell’assicurazione casa a valore intero, è importante ricordare che quest’ultima deve essere rivista annualmente. Ciò è necessario poiché nel tempo il valore dell’abitazione o di un immobile in generale può variare, pertanto è consigliabile stipulare una nuova assicurazione con il valore esatto.  

Pubblicato il 8 Gennaio 2024

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