Cosa sono i premi nell’ambito dell’investimento assicurativo?

Quando si cambia auto oppure alla scadenza di una qualsiasi polizza salute o casa, solitamente si dà uno sguardo alle assicurazioni che più si adattano alle proprie esigenze, sia per copertura che per costo. La prima cosa che si può notare, una volta compilato il modulo che comprende i dati personali e quelli del veicolo in questione (in caso di assicurazione auto), è proprio il premio assicurativo.

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Questo termine può generare confusione ai non addetti ai lavori, oppure a chi si affaccia da poco tempo al mondo delle assicurazioni. Ecco, dunque, una breve guida per capire nello specifico cos’è il premio assicurativo e in che modo viene calcolato.

Premio assicurativo: di cosa si tratta

Quando si analizza una polizza assicurativa, la primissima cosa che balza agli occhi è il cosiddetto premio assicurativo. Per i più esperti del mondo delle assicurazioni si tratta di una definizione chiara, ma, soprattutto per i neopatentati e per chi è alle prime armi, un approfondimento sull’argomento potrebbe essere utile e non scontato. Il premio assicurativo generico o specifico per l’auto coincide con il costo che l’assicurato deve sostenere per ricevere la copertura assicurativa offerta dalla compagnia di riferimento.

Come si calcola il premio assicurativo?

Portiamo l’esempio dell’assicurazione auto.

Un’auto piccola, maneggevole e che si parcheggia facilmente in città. Un suv grande, per la famiglia, e per le gite fuori porta, ibrido e di ultima generazione. I fattori che influenzano il premio assicurativo possono essere tanti e tutti diversi tra loro. Molto dipende dal veicolo da assicurare, e molto altro dal contraente che intende sottoscrivere la polizza. Tra le principali variabili che determinano il calcolo del premio assicurativo troviamo:

  • importo della franchigia: la franchigia rappresenta la somma di denaro che il conducente deve pagare prima che l’assicurazione copra i danni. In linea di massima, un premio più basso può essere ottenuto scegliendo una franchigia più alta, ma questo significa che il conducente sarà responsabile di una quota maggiore dei costi in caso di incidente;
  • luogo di residenza: il posto in cui si vive può influenzare il premio assicurativo. Le zone ad alto rischio di furto o incidenti stradali, infatti, possono comportare premi più alti;
  • il parcheggio: può sembrare banale, ma non lo è ai fini del calcolo del premio assicurativo. Avere un garage sicuro, o un posto auto condominiale, può ridurre il rischio di furto o danneggiamento dell’auto, e quindi può abbassare il costo della polizza;
  • i dati del guidatore: l’età del conducente e la sua esperienza di guida sono fattori importanti per il calcolo del premio di una polizza assicurativa. I conducenti più giovani o quelli meno esperti, infatti, normalmente pagano premi più alti rispetto a chi ha alle spalle anni di guida prudente, con un basso numero di sinistri con colpa;
  • frequenza di utilizzo: un altro fattore che può influenzare il premio netto dell’assicurazione, è dato dal numero dei chilometri percorsi durante l’anno. Conseguentemente, meno distanza si percorre, più basso sarà il premio assicurativo calcolato;
  • andamento dei prezzi: infine, è bene ricordare che i fattori macroeconomici, come l’inflazione e l’andamento dei prezzi nel settore assicurativo, possono influenzare negativamente o positivamente il premio nel tempo.

Quello dell’assicurazione auto, tuttavia, è solo un esempio. Quando si parla di premio, infatti, ad essere coinvolte sono tutte le polizze, con variabili e caratteristiche differenti che ne determinano l’ammontare. L’assicurazione sulla vita e quella sulla salute faranno attenzione ad aspetti come l’età dell’assicurato e lo stato di salute; l’assicurazione sulla casa al tipo di immobile, la dimensione e la zona in cui è ubicato.

Le garanzie accessorie

I parametri menzionati nell’esempio precedente sono quelli che contribuiscono al calcolo della classica RC Auto, ovvero l’assicurazione obbligatoria per legge, che ogni conducente deve avere per poter circolare con il proprio mezzo su strada. Molto spesso però, tanto per l’assicurazione auto quanto per quella sulla casa, sulla salute o sulla vita, alla polizza di base vengono aggiunte delle garanzie facoltative, come ad esempio il furto e incendio, i cristalli, atti vandalici e danni derivanti da eventi atmosferici, la soluzione prevenzione e così via. Tutte queste coperture, seppur preziose, sono a discrezione dell’assicurato, che può decidere di includerle o meno all’interno della polizza. Va da sé, che l’importo finale dell’assicurazione sarà maggiorato in base alle garanzie facoltative aggiunte.

Quali sono i componenti del premio assicurativo

La somma che l’assicurato deve pagare annualmente alla compagnia assicurativa, al fine di ottenere una copertura, è composta da diverse voci. Innanzitutto, vi è una parte più cospicua: il premio puro, che per definizione coincide con l’importo che l’assicuratore utilizza per coprire i costi derivanti dai sinistri o dagli infortuni (in base alla polizza sottoscritta), calcolato sulle previsioni di frequenza e sul prezzo medio degli incidenti (nel caso dell’assicurazione auto). In sostanza, si tratta del costo stimato dell’assicurazione del rischio. Al di là del premio puro in sé, nell’importo sono compresi anche i costi amministrativi di gestione, vale a dire quelle spese sostenute dalla compagnia assicurativa per gestire il contratto di assicurazione – come, ad esempio, il costo per l’amministrazione dei sinistri, le spese operative e di marketing.

Infine, tra le componenti del premio assicurativo figurano anche le imposte di legge, ovvero i tributi che la compagnia assicurativa è tenuta a versare alle autorità governative in base alla normativa fiscale vigente.

Variazione del premio assicurativo per la RC Auto: perché aumenta dopo un incidente

Nel caso della RC Auto, il costo della polizza auto può variare da un anno all’altro. Ma perché aumenta il premio assicurativo? La principale causa è data dai tamponamenti o dai sinistri più gravi che, purtroppo, sono una realtà cittadina ed extraurbana. Se si è responsabili di un incidente scatta il cosiddetto “effetto malus”, ovvero l’assegnazione di una classe di merito più costosa, che conseguentemente farà aumentare il prezzo del premio. Tuttavia, se da anni non si è rimasti coinvolti in sinistri stradali, entra in gioco il meccanismo di bonus, in contrapposizione al malus. In questo caso viene assegnata una classe di merito più alta (la scala va da 1 a 18, dove le prime posizioni sono quelle più favorevoli) che comporta un costo inferiore della polizza.

Quando si paga il premio assicurativo?

La risposta è: dipende, soprattutto dal tipo di polizza sottoscritta. Nel caso dell’assicurazione sanitaria, infatti, il contratto può essere annuale o poliennale e il premio può essere pagato in forma unica o con cadenza regolare.

Per quanto riguarda l’assicurazione auto, invece, la situazione è diversa e soprattutto per chi è divenuto proprietario di un veicolo da poco, è bene fare chiarezza sulle tempistiche, al fine di essere sempre in regola e non rischiare spiacevoli provvedimenti, come multe o fermi amministrativi. Quando si paga il premio assicurativo per la RC Auto? Tassativamente ogni 12 mesi, con una tolleranza di 15 giorni in cui si è coperti dall’assicurazione, pur essendo scaduta.

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