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Congedo parentale 2026: come funziona per mamma e papà dopo la nascita

La nascita di un figlio modifica l’organizzazione familiare, il rapporto con il lavoro e la gestione del reddito.

Famiglia
8 min di lettura
Cosa sapere sul congedo parentale

Nel 2026 il congedo parentale diventa più flessibile per i lavoratori dipendenti, perché può essere utilizzato fino ai 14 anni di vita del bambino. La novità non aumenta automaticamente i mesi disponibili: amplia il tempo entro cui madre e padre possono programmare l’astensione. Per orientarsi occorre distinguere tra maternità obbligatoria, congedo del padre e assenze per malattia dei figli.

Cosa cambia nel congedo parentale dal 2026 per i lavoratori dipendenti

Dal 1° gennaio 2026 i genitori lavoratori dipendenti possono utilizzare il congedo parentale entro i primi 14 anni di vita del figlio, e non più entro i 12 anni. In caso di adozione o affidamento, il termine decorre dall’ingresso del minore in famiglia, senza superare la maggiore età. La modifica è utile per chi conserva parte dell’assenza per fasi successive: inserimento scolastico, cambiamenti organizzativi o periodi di maggiore carico familiare.

L’estensione dell’età non modifica la quantità massima di congedo disponibile. La durata complessiva resta entro i limiti ordinari: non più di dieci mesi tra i due genitori, elevabili a undici se il padre si astiene dal lavoro per almeno tre mesi. Per il genitore solo, il limite può arrivare a undici mesi.

Qual è la differenza tra maternità obbligatoria, paternità e congedo parentale

La maternità obbligatoria nel 2026 resta il periodo di astensione necessario legato a gravidanza e parto: di norma cinque mesi, distribuiti tra prima e dopo la nascita, con possibilità di flessibilità nei casi consentiti. È distinta dal congedo parentale, che interviene dopo e ha natura facoltativa. Non sostituisce il congedo di maternità, ma permette di distribuire nel tempo la presenza del genitore accanto al figlio.

Il padre lavoratore dipendente ha diritto a dieci giorni lavorativi di astensione obbligatoria, fruibili nell’arco temporale previsto attorno alla nascita, con durata aumentata in caso di parto plurimo. Dopo questa fase, può usare anche il congedo parentale facoltativo: non un beneficio “della madre” ceduto al padre, ma un diritto autonomo.

Quanto dura il congedo parentale per mamma e papà dopo la nascita

Per capire quanto può durare l’assenza dal lavoro, occorre guardare alla ripartizione tra i genitori. Alla madre spettano fino a sei mesi di congedo parentale; al padre spettano fino a sei mesi, elevabili a sette se utilizza almeno tre mesi. La coppia, nel complesso, non può superare dieci mesi, oppure undici nel caso in cui il padre raggiunga la soglia minima.

La disciplina riconosce un ruolo effettivo a entrambi i genitori. Una pianificazione ragionata evita di concentrare tutto il carico di cura su un solo adulto e consente di usare i mesi quando risultano più necessari.

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Come funziona l’indennità durante il congedo parentale

L’indennità prevista durante il congedo parentale non coincide sempre con la retribuzione ordinaria. La regola generale riconosce ai genitori lavoratori dipendenti un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera per un massimo complessivo di nove mesi tra madre e padre. All’interno di questi nove mesi, possono essere indennizzati all’80% fino a tre mesi complessivi, se ricorrono le condizioni temporali previste.

L’aliquota all’80% non crea tre mesi aggiuntivi, ma aumenta il trattamento economico di alcuni mesi già compresi nel congedo spettante. La scelta dei periodi più favorevoli va ponderata, soprattutto se la riduzione del reddito può incidere su mutuo, affitto, nido o spese sanitarie.

Come presentare la domanda di congedo parentale all’INPS

La domanda deve essere inviata prima dell’inizio del periodo richiesto. Se viene presentata in ritardo, l’indennità viene riconosciuta solo per i giorni successivi alla data di trasmissione. Per i lavoratori dipendenti, di norma, il pagamento è anticipato dal datore di lavoro, salvo specifiche categorie con pagamento diretto da parte dell’INPS.

La procedura si svolge online attraverso il servizio dedicato alle domande di maternità e paternità. Prima dell’invio è utile verificare i periodi già utilizzati, il residuo disponibile, la ripartizione tra i genitori e l’eventuale accesso all’indennità maggiorata. La comunicazione al datore di lavoro va gestita rispettando i termini di preavviso del contratto collettivo.

Cosa cambia per la malattia dei figli nel 2026

Accanto al congedo parentale, il 2026 introduce una novità anche per la malattia dei figli. Per la fascia dai 3 ai 14 anni, i giorni di assenza fruibili da ciascun genitore passano a dieci all’anno. Per i figli fino a 3 anni resta il diritto di assentarsi per tutta la durata della malattia. È però un istituto diverso dal congedo parentale e richiede certificazione medica.

FAQ

Il congedo parentale 2026 spetta anche se il figlio ha più di 12 anni?

Sì, per i lavoratori dipendenti il limite temporale viene esteso fino ai 14 anni di vita del figlio. Per adozione e affidamento, il termine si calcola dall’ingresso del minore in famiglia, senza superare la maggiore età.

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I mesi indennizzati all’80% si aggiungono alla durata ordinaria?

No. L’indennità maggiorata riguarda alcuni mesi già compresi nel congedo parentale spettante. Non aumenta il numero complessivo di mesi, ma migliora il trattamento economico se sono rispettate le condizioni previste.

Madre e padre possono usare il congedo parentale nello stesso periodo?

Sì, i genitori possono fruire del congedo anche contemporaneamente, purché restino nei limiti individuali e complessivi. La scelta va valutata in base a esigenze familiari, reddito e organizzazione del lavoro.

Perché la nascita di un figlio richiede anche una pianificazione assicurativa

Il congedo parentale aiuta a gestire il tempo di cura, ma non esaurisce il tema della sicurezza economica familiare. La nascita di un figlio rende più evidenti gli impegni da proteggere: reddito, casa, mutuo, progetti educativi e stabilità del nucleo familiare. In questa prospettiva si collocano le soluzioni vita MenteSerena di Groupama Assicurazioni: MenteSerena Easy, temporanea caso morte con capitale costante e durate prestabilite; MenteSerena Premium, pensata per tutelare il tenore di vita dei beneficiari con un capitale definito; e MenteSerena Domus, collegata alla protezione degli impegni economici decrescenti. Diventare genitori significa interrogarsi sulla continuità economica da garantire alla famiglia se un evento grave interrompesse l’equilibrio costruito.

L’articolo in breve

Il congedo parentale 2026 consente ai genitori lavoratori dipendenti di utilizzare l’astensione facoltativa fino ai 14 anni di vita del figlio, senza modificare i limiti complessivi di durata previsti per mamma e papà. La misura si distingue dalla maternità obbligatoria e dal congedo di paternità, perché serve a gestire nel tempo le esigenze di cura dopo la nascita. L’indennità ordinaria è pari al 30%, con alcuni mesi elevabili all’80% se ricorrono le condizioni previste. La domanda va presentata all’INPS prima dell’inizio del periodo richiesto. Le soluzioni vita MenteSerena di Groupama aiutano a proteggere la stabilità economica della famiglia nei momenti più delicati.

Pubblicato il 29 Maggio 2026

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