Dispositivi satellitari in auto

I furti d’auto sono un problema sempre attuale, che affligge, anno dopo anno, sempre più automobilisti. Solo nel 2022, secondo i dati della Polizia di Stato, si stima che in Italia siano stati rubati più di 89 mila veicoli, circa 10 ogni ora.

Conviene installare un dispositivo satellitare in auto? 

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Questo fenomeno rappresenta non solo una grave violazione della sicurezza personale, ma ha anche un impatto significativo sull’economia e sul benessere delle comunità.  

Ad alimentare la perpetuazione di questo crimine, è il crescente mercato nero dei veicoli rubati, sia per la vendita dei veicoli stessi che per la richiesta di pezzi di ricambio. Gli autori dei furti sono spesso individui specializzati e ben organizzati, che sfruttano le vulnerabilità dei sistemi di sicurezza dei veicoli moderni.  

Tuttavia, grazie ai continui progressi tecnologici e alle nuove soluzioni di sicurezza, oggi è possibile affrontare il problema dei furti d’auto in modo efficace. Uno strumento che si è dimostrato particolarmente utile a questo scopo è l’antifurto satellitare, un sistema che sfrutta la potenza dei satelliti GPS (Global Positioning System) per localizzare i veicoli su cui è installato in tempo reale, in qualsiasi parte del mondo.   

Come funziona un antifurto satellitare?  

Una volta effettuato il montaggio sull’automobile, il sistema dell’antifurto satellitare permette di tracciare l’auto tramite il collegamento con lo smartphone del proprietario o, in alcuni casi, con una centrale operativa che può allertare le forze dell’ordine in caso di manomissione o furto del veicolo. Questa tecnologia può essere applicata non solo alle vetture private, ma anche a quelle aziendali, comprendendo ogni tipo di veicoli a due, tre o quattro ruote. Il sistema di protezione può essere installato, dunque, anche su bus, furgoni, camion, biciclette e moto, presentandosi con dimensioni differenti rispetto alla necessità di utilizzo e al mezzo che si andrà a proteggere.  

Oltre alla prevenzione dei furti, l’antifurto satellitare può avere altre applicazioni interessanti legate ai veicoli. Ad esempio, può essere utilizzato per tracciare le merci trasportate su furgoni o camion.  

Com’è fatto un sistema di localizzazione GPS?  

Il sistema di antifurto satellitare si compone di tre componenti principali: un modulo GPS collegato ai satelliti, un modulo GSM collegato ai dispositivi mobili del proprietario tramite una SIM con un numero di telefono, e una centralina elettronica che gestisce le comunicazioni tra il veicolo e gli altri componenti. Questo sistema consente al proprietario o alle forze dell’ordine di localizzare e recuperare il veicolo. Le dimensioni dell’intero impianto sono relativamente ridotte, con una scatoletta approssimativamente delle dimensioni del palmo di una mano, oltre ai cavi di collegamento all’auto. È importante posizionare il sistema in un punto nascosto all’interno dell’abitacolo per evitare che sia individuato dai malintenzionati, senza però installarlo in aree dove la presenza di parti metalliche potrebbe schermare il segnale. L’installazione può essere effettuata autonomamente o con l’assistenza di un installatore specializzato, a seconda dei modelli disponibili.  

Quanto costa un antifurto satellitare?  

Il costo dell’antifurto satellitare può variare notevolmente, dai semplici localizzatori GPS a prezzi intorno ai 20 euro, ai sistemi più complessi che possono arrivare fino a 300 euro. È importante considerare anche il costo dell’installazione, che dipende dalla complessità del sistema antifurto scelto.  

Antifurto satellitare: è così sicuro?  

Nonostante sia considerato il sistema di sicurezza più efficace, l’antifurto satellitare non offre una protezione al 100% contro i furti. Esistono ladri esperti in tecnologia che possono utilizzare disturbatori di frequenza, come i jammer, per isolare il veicolo e impedirgli di comunicare con la centrale operativa o le app del proprietario, rendendo più difficile il recupero del veicolo. Una soluzione per arginare i ladri più esperti consiste nel combinare diversi sistemi antifurto. Ad esempio, abbinando l’antifurto satellitare con blocchi elettronici che impediscono l’avviamento del veicolo in caso di intrusione. Inoltre, è possibile utilizzare sistemi di comunicazione a corto raggio in grado di parlare con i dispositivi del proprietario e su cui l’effetto dei jammer risulta vano. Infine, si può considerare l’uso di un antifurto volumetrico che fa scattare una sirena e blocca il veicolo al minimo tentativo di manomissione.  

Assicurazione auto e antifurto satellitare  

Per quanto riguarda il rapporto tra assicurazione auto e antifurto satellitare, l’installazione di una cosiddetta black box risulta vantaggiosa sia in termini economici che di ricostruzione dell’eventuale sinistro. Prodotti come Autocontrollo 2.0 di Groupama Assicurazioni, consentono di godere di uno sconto sul premio RCA e sulla polizza furto e incendio a fronte dell’installazione di un antifurto satellitare con localizzatore GPS, per una sicurezza 24h su 24, 7 giorni su 7. Questo perché, in caso di sinistro, il sistema antifurto fornisce informazioni dettagliate alla compagnia assicurativa, come la velocità esatta del veicolo al momento dell’incidente e la direzione in cui si stava dirigendo. Queste informazioni possono essere utili per determinare le responsabilità nell’incidente. Proprio per questo motivo, l’antifurto satellitare viene spesso chiamato “scatola nera“.  

Pro e contro dei dispositivi satellitari in auto  

Sebbene la possibilità di controllare l’automobile, ricostruire le dinamiche dell’incidente o localizzare il veicolo siano certamente dei vantaggi di questi sistemi GPS, i dispositivi satellitari presentano anche qualche contro, primo fra tutti la reperibilità h24. Quando si decide di installare una scatola nera nel proprio veicolo, si accetta implicitamente di essere sottoposti a un monitoraggio costante. Tuttavia, è importante sottolineare che l’uso dei dati è soggetto a limiti stabiliti dal Garante della Privacy, e l’assicurazione può accedere a tali informazioni solo in caso di incidente.  

Un altro problema potenziale riguarda l’accuratezza con cui vengono ricostruite le dinamiche dell’incidente. Ad esempio, in un caso di collisione senza colpa, se la scatola nera rilevasse che il veicolo stava viaggiando leggermente sopra i limiti di velocità imposti per quella strada, potrebbe essere attribuita una piccola parte di responsabilità al guidatore. Questo potrebbe influire sull’importo del risarcimento liquidato dall’assicurazione.  

Infine, l’affidabilità dei dati registrati dalla scatola nera. È possibile che il dispositivo possa subire malfunzionamenti o avere una calibrazione errata, registrando quindi dati non accurati, come ad esempio una velocità maggiore rispetto a quella effettiva. Ciò potrebbe comportare l’addebito di un sinistro ingiustificato

Pubblicato il 5 Dicembre 2023

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