Indice
- 1 Quali vaccini si fanno nel primo anno di vita del bambino
- 2 Quando fare i vaccini nei primi dodici mesi
- 3 Quali sono le vaccinazioni obbligatorie e quali sono raccomandate
- 4 Perché i vaccini iniziano già dal secondo mese
- 5 Cosa fare se un vaccino viene rimandato
- 6 Quali reazioni possono comparire dopo le vaccinazioni
Il calendario vaccinale pediatrico non è una semplice sequenza di appuntamenti sanitari, ma uno strumento di sanità pubblica costruito per offrire protezione nel momento in cui alcune infezioni possono avere conseguenze più severe. Comprendere quali vaccini sono previsti nei primi mesi, in quale ordine vengono somministrati e perché alcune vaccinazioni sono obbligatorie mentre altre sono raccomandate aiuta i genitori a orientarsi con maggiore consapevolezza.
Quali vaccini si fanno nel primo anno di vita del bambino
Le prime vaccinazioni vengono generalmente programmate a partire dal compimento del secondo mese di vita, cioè dal 61° giorno. Nel primo anno rientrano in particolare il vaccino esavalente, il vaccino anti-pneumococco, il vaccino anti-rotavirus e il vaccino contro il meningococco B. Si tratta di immunizzazioni pensate per proteggere da malattie infettive che, nei lattanti, possono evolvere rapidamente o comportare complicanze importanti.
Il vaccino esavalente protegge contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B e Haemophilus influenzae di tipo b. L’anti-pneumococco contribuisce a prevenire infezioni invasive come meningite, sepsi e polmonite. L’anti-rotavirus è finalizzato a ridurre il rischio di gastroenteriti gravi, disidratazione e ricoveri. L’anti-meningococco B protegge da forme di meningite e sepsi causate da Neisseria meningitidis di gruppo B.
Quando fare i vaccini nei primi dodici mesi
Una delle domande più frequenti riguarda in quale momento programmare le vaccinazioni. Il calendario prevede di solito una prima seduta intorno ai 2 mesi, una seconda intorno ai 4 mesi e un richiamo per esavalente e pneumococco intorno ai 10-11 mesi, secondo l’organizzazione regionale e le indicazioni del servizio vaccinale.
Il vaccino contro il rotavirus viene somministrato per via orale e segue uno schema che può variare in base al prodotto utilizzato: in alcuni casi sono previste due dosi, in altri tre. È importante rispettare le finestre temporali indicate, perché questa vaccinazione deve essere completata entro limiti di età precisi. Il meningococco B viene spesso avviato nel primo anno, con due dosi iniziali e una dose di richiamo nel secondo anno di vita. Dopo il compimento dell’anno entrano poi nel calendario anche il vaccino contro morbillo, parotite, rosolia e varicella e quello contro il meningococco ACWY.

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Quali sono le vaccinazioni obbligatorie e quali sono raccomandate
In Italia alcune vaccinazioni pediatriche sono previste come obbligatorie dalla normativa per i minori da 0 a 16 anni. Tra queste rientrano difterite, tetano, poliomielite, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae tipo b, morbillo, parotite, rosolia e varicella. Nel primo anno, le prime sei sono somministrate attraverso il vaccino esavalente.
Accanto alle vaccinazioni obbligatorie esistono vaccinazioni raccomandate, gratuite e inserite nel calendario nazionale, come anti-pneumococco, anti-rotavirus, anti-meningococco B e, più avanti, anti-meningococco ACWY. La distinzione tra obbligo e raccomandazione non deve essere interpretata come una graduatoria di importanza clinica. Indica piuttosto una diversa cornice normativa, mentre il valore preventivo delle vaccinazioni raccomandate resta significativo, soprattutto nei primi anni di vita.
Perché i vaccini iniziano già dal secondo mese
L’avvio precoce delle vaccinazioni risponde a una logica precisa: proteggere il bambino prima che incontri infezioni potenzialmente gravi. Nei primi mesi il sistema immunitario è in grado di rispondere agli stimoli vaccinali, mentre gli anticorpi materni diminuiscono progressivamente. Rimandare senza motivo può quindi lasciare scoperto il lattante proprio in una fase di maggiore vulnerabilità.
La somministrazione nella stessa seduta di più vaccini è una pratica consolidata e studiata. I vaccini combinati, come l’esavalente, riducono il numero di iniezioni e semplificano il percorso vaccinale. La co-somministrazione non significa sovraccaricare il sistema immunitario, ma organizzare in modo efficace una protezione progressiva e controllata.
Cosa fare se un vaccino viene rimandato
Può accadere che una dose venga posticipata per motivi organizzativi o per una condizione clinica temporanea. In genere, quando una vaccinazione slitta, non è necessario ricominciare il ciclo da capo: il calendario viene recuperato seguendo uno schema stabilito dal pediatra o dal centro vaccinale. Il punto essenziale è non trasformare un rinvio breve in una sospensione indefinita.
Un lieve raffreddore, un’infezione delle alte vie respiratorie senza febbre importante o una terapia antibiotica non sempre impediscono la vaccinazione. Diverso è il caso di una malattia acuta moderata o severa, in cui può essere opportuno attendere la guarigione per evitare confusione tra sintomi della malattia ed eventuali reazioni post-vaccinali.
Quali reazioni possono comparire dopo le vaccinazioni
Dopo una vaccinazione possono comparire febbre, irritabilità, sonnolenza, dolore o arrossamento nella sede dell’iniezione. Sono reazioni generalmente lievi e transitorie, legate alla risposta dell’organismo. Nei giorni successivi è utile osservare il bambino senza allarmismi, seguendo le indicazioni ricevute dal personale sanitario.
I dubbi sulle vaccinazioni meritano risposte accurate, non rassicurazioni generiche. Il criterio centrale resta il rapporto tra benefici e rischi: le reazioni gravi sono rare, mentre le malattie prevenibili possono comportare complicanze rilevanti, soprattutto nei bambini piccoli. Per questo il confronto con pediatra e servizio vaccinale è il canale più corretto per valutare situazioni specifiche.

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FAQ sui vaccini nel primo anno di vita
I vaccini del primo anno sono tutti obbligatori?
No. Nel primo anno l’esavalente comprende vaccinazioni obbligatorie, mentre pneumococco, rotavirus e meningococco B sono raccomandati e offerti secondo il calendario vaccinale. Tutte queste vaccinazioni hanno però una funzione preventiva importante.
Se il bambino salta una dose bisogna ricominciare da capo?
Di norma no. Se una dose viene rimandata, il ciclo può essere recuperato secondo le indicazioni del centro vaccinale, mantenendo valide le dosi già effettuate.
È normale avere dubbi prima delle prime vaccinazioni?
Sì. È normale chiedersi quando farle, quali siano necessarie e quali reazioni aspettarsi. La scelta più prudente è chiarire i dubbi prima dell’appuntamento con il pediatra o con gli operatori vaccinali.
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L’articolo in breve
Pubblicato il 30 Luglio 2026






