Investire oggi: ecco le tre parole chiave

Sei formica o cicala? Qualunque siano i tuoi progetti di vita, è importante mettere al sicuro i tuoi risparmi e pensare ad una strategia di investimento basata su tre parole d’ordine, pianificazione, sostenibilità e PIP (Piani Individuali Pensionistici).

newsletter assicurazione vita ottobre 2022

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L’impatto dell’inflazione

Alcune persone risparmiano i loro soldi, mentre altri preferiscono spenderli. Ma se vuoi mantenere il tuo potere d’acquisto, dovresti optare per una terza opzione: investire il tuo denaro di riserva.

Qualunque siano i tuoi progetti di vita, è importante mettere al sicuro i tuoi risparmi e pensare ad una strategia di investimento, indispensabile per mantenere il tuo potere di acquisto nel lungo periodo.

Perché dovresti investire il tuo denaro di riserva?

Prendiamo in esame il caso di un risparmiatore che negli ultimi anni ha messo da parte 200.000€ lasciandoli sul conto corrente a zero interessi. Supponiamo che per 30 anni la BCE mantenga il tasso di inflazione obiettivo del 2%. Passato questo arco temporale, il nostro risparmiatore si ritrova i suoi 200.000€ ed è molto contento! Quello che non sa, però, è che il valore reale del suo denaro è sceso a 109.097€. Detto in altre parole, se 30 anni fa il risparmiatore avrebbe potuto comprare un bilocale, oggi faticherebbe a permettersi un monolocale.

Non investire i propri risparmi: quali sono i rischi?

Spesso, si decide di non investire, conservando la propria liquidità in eccesso, perché si ha bisogno di effettuare transazioni a breve termine, per scarsa tolleranza al rischio o in attesa di un momento migliore dei mercati. Quando si conserva la propria liquidità in eccesso, bisogna però porsi alcune domande:

  • Reddito: i flussi di cassa del tuo portafoglio soddisfano le tue esigenze, sia ora che, soprattutto, in futuro?
  • Trasferimento generazionale: il conto è sufficientemente investito in modo che la prossima generazione possa raccogliere l’aumento a lungo termine dei mercati? L’investimento garantisce un trasferimento efficiente da un punto di vista fiscale?
  • Inflazione: i rendimenti dei tuoi risparmi sono superiori all’aumento dei prezzi?

Qual è il momento giusto per investire

Le persone con molta liquidità potrebbero chiedersi se questo sia davvero un buon momento per investire.

Il detto anglosassone “it’s not about timing the market, but about time in the market”, ci ricorda che gli investitori spesso perdono gran parte dei guadagni del mercato a lungo termine aspettando livelli di prezzo più bassi per investire.

Ciò non significa che tutta la liquidità in eccesso debba essere investita in una volta sola, ma che bisogna avere una strategia d’investimento in base alle proprie aspettative di rendimento e tolleranza al rischio, per preservare e far crescere la propria ricchezza nel tempo. A prescindere dal tuo livello di conoscenza rivolgersi ad un consulente finanziario è sempre la strada più opportuna, ti consente di posizionare il tuo portafoglio sapientemente e, soprattutto, sulla base della tua propensione al rischio e delle aspettative di rendimento atteso.

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La finanza sostenibile: gli investimenti ESG

Accanto alle forme di investimento tradizionali, si aggiunge una forma di investimento: gli investimenti ESG, acronimo di Environmental, Social, Governance. Si tratta di investimenti che in aggiunta ai fondamentali economici e di business, considerano fattori quali la posizione ambientale, le politiche sociali, la corporate governance e le prassi etiche di una società.

Per rientrare in questa categoria devono contribuire a un obiettivo ambientale o sociale e investire in società con comprovate pratiche di governance.

Per migliorare la trasparenza nel mercato dei prodotti di investimento sostenibili, l’Unione Europea ha emanato il regolamento Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR). Questo per evitare anche il fenomeno del Greenwashing.

Il Greenwashing

Questo neologismo nasce dall’unione tra i termini green (sostenibile) e whitewash (dissimulare). Il Greenwashing è a tutti gli effetti una pratica ingannevole, che consiste nel pubblicizzare l’impegno alla sostenibilità delle imprese, con l’obiettivo di migliorarne la reputazione presso i consumatori e la posizione nel mercato.

Quali sono i tipi di investimento sostenibili?

  • Investimenti Articolo 6: strumenti non focalizzati sulla sostenibilità e che quindi non possono utilizzare i termini “ESG” o “sostenibilità”, né possono essere promossi come sostenibili;
  • Investimenti Articolo 8 (“light green”): strumenti finanziari che promuovono caratteristiche sociali e/o ambientali. Per rientrare in questa categoria devono contribuire a un obiettivo ambientale o sociale e investire in società con comprovate pratiche di governance;
  • Investimenti Articolo 9 (”dark green”): tutti gli strumenti finanziari che hanno come obiettivo principale gli investimenti sostenibili. Il massimo livello di sostenibilità è riconosciuto a tutti gli strumenti che contribuiscono ad un obiettivo ambientale o sociale, non danneggiano in modo significativo alcun altro scopo ambientale o sociale e investono in società con comprovate pratiche di governance.

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Previdenza – Piani Individuali Pensionistici: cosa sono e quali vantaggi hanno

Un’altra forma di investimento per il proprio futuro è costituita dall’adesione ad un fondo pensione, un modo per garantire il mantenimento del tenore di vita anche al termine dell’attività lavorativa.

Il passaggio del calcolo dal metodo retributivo al metodo contributivo, l’allungamento dell’aspettativa di vita e la precarietà lavorativa hanno come conseguenza delle pensioni pubbliche più basse ed è quindi necessario investire fin da subito per il futuro grazie ad un piano di previdenza integrativa individuale.

Il sistema previdenziale italiano, a seguito delle molteplici riforme succedutesi nel corso degli anni, si fonda oggi su 3 fondamentali pilastri:

  1. Il primo pilastro è costituito dalla previdenza pubblica obbligatoria, finanziata dai lavoratori e dai datori di lavoro durante tutto il corso della vita lavorativa;
  2. La previdenza complementare collettiva è il secondo pilastro, che si realizza attraverso i fondi pensione di categoria ai quali i lavoratori aderiscono in forma collettiva destinando il proprio TFR;
  3. La previdenza complementare individuale è il terzo pilastro, che ciascuno può realizzare discrezionalmente, ad esempio mediante i Piani Individuali Pensionistici (o PIP).

I Piani Individuali Pensionistici (PIP) (art. 13 del D.Lgs. 252/2005), rappresentano i contratti di assicurazione sulla vita con finalità previdenziale. Fra i principali vantaggi segnaliamo:

  • Deducibilità fiscale dei contributi versati per te o per i familiari a carico dal reddito complessivo, fino a un importo massimo di 5.164,57 euro annui;
  • Gestione da parte di esperti finanziari qualificati delle somme che accantonerai nel corso degli anni;
  • Flessibilità su quanto versare per costruire la tua pensione complementare, se contribuire al piano con il tuo TFR (per i lavoratori dipendenti), sulla periodicità del versamento e sul profilo d’investimento per il capitale versato.

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Pubblicato il 28/09/2022