Come assicurarsi un piano pensionistico privato

Tutto quello che c’è da sapere sui piani pensionistici privati: dal funzionamento alle modalità di riscatto.

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Come assicurarsi un piano pensionistico privato

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Finito il periodo di formazione scolastica o universitaria, accedere al mondo del lavoro e dover fare i conti con contribuzioni, tasse e gestione del patrimonio può risultare complicato. Il  sistema pensionistico tradizionale, una volta raggiunta l’età della pensione, non sempre è in grado di sostenere il tenore di vita acquisito negli anni.

La riforma del sistema pensionistico, operativa dal 1996, infatti, ha fatto emergere alcuni limiti di questa modalità di approccio alla previdenza individuale: con l’abbandono del sistema retributivo e il cambio della modalità di calcolo delle pensioni, infatti, nasce la necessità di fare ricorso alla previdenza integrativa.. L’aumentare nel tempo dell’aspettativa di vita, inoltre, ha comportato un progressivo innalzamento dell’età pensionistica.

Per questo motivo e per rispondere alle esigenze future in termini di qualità della vita, è importante valutare l’adesione a una forma di previdenza complementare in grado di garantire la propria tranquillità e sicurezza economica una volta superata l’età pensionabile. Anche la legislazione corrente incentiva l’adesione a un fondo pensione, prevedendo una serie di agevolazioni fiscali per gli aderenti. Scopriamo come funziona il mondo della previdenza complementare e come selezionare la forma pensionistica migliore in base alle proprie esigenze.

Come funziona la previdenza integrativa?

Quando si parla di previdenza integrativa si fa riferimento ad un sistema di forme pensionistiche complementari , ossia a quegli strumenti, che, a fronte del versamento di una somma proporzionata alle proprie entrate, garantiscono al raggiungimento dell’età pensionabile una rendita aggiuntiva “privata” rispetto alla pensione erogata dall’Inps.

Quanti tipi di fondi di previdenza esistono?

La previdenza integrativa si distingue in:

  • fondi pensione chiusi (o negoziali);
  • fondi pensione aperti;
  • piani individuali pensionistici;
  • fondi pensione preesistenti (ovvero istituiti prima del 15/11/1992).

Ogni forma si differenzia dall’altra per tipologia di emittente e per tipologia di adesione, che si divide in due categorie:

  • forme ad adesione collettiva, derivanti da accordi tra datore di lavoro e lavoratori/organizzazioni sindacali, per i quali le condizioni partecipative sono individuate in forma comune;
  • forme ad adesione individuale, la cui adesione è consentita anche a un singolo soggetto. Le condizioni variano in base alle esigenze del sottoscrittore/offerta dell’emittente.

Piano individuale pensionistico: come funziona e perché conviene

Da immaginare come un salvadanaio, il PIP, come visto, è un piano individuale pensionistico che ha lo scopo di restituire, superati i 67 anni (ad oggi l’età prevista per il pensionamento di vecchiaia), un capitale complementare che va ad aggiungersi agli assegni pensionistici della previdenza obbligatoria. Una forma di assicurazione previdenziale, dunque, in cui i soldi versati dall’assicurato vengono affidati alla compagnia assicurativa che ha il compito di gestirli e investirli con la finalità di perseguire un rendimento per l’assicurato.

Per scegliere il piano individuale pensionistico più adatto alle proprie esigenze, bisogna, prima di tutto, avere ben chiaro l’obiettivo principale, ovvero l’accantonamento di una somma in un arco temporale di lungo periodo.

Per ciò che riguarda la durata ideale del proprio piano pensionistico, invece, molto dipende dagli anni che intercorrono tra l’adesione al piano pensionistico individuale e l’età pensionabile del soggetto aderente.

Abbattere l’imponibile con i fondi pensione

Aderire ad una forma di previdenza complementare permette di usufruire di un importante vantaggio fiscale, per sé o i familiari fiscalmente a carico: i contributi versati sono infatti deducibili dal reddito complessivo fino a un limite annuo di 5.164,57 euro.

Risparmiare sul TFR

È possibile destinare al piano individuale pensionistico anche il proprio TFR, ovvero il trattamento di fine rapporto corrisposto dal datore di lavoro al lavoratore che termina il suo percorso in azienda.

Il dipendente può scegliere di:

  • lasciare il TFR in azienda;
  • versarlo in un piano individuale pensionistico

Optando per il secondo caso, quando andrà a riscattare al pensionamento il suo Piano Individuale Pensionistico, il lavoratore beneficerà di un trattamento fiscale agevolato.

Come riscattare un Piano Individuale Pensionistico

Ciò che, spesso, blocca dall’aprire un conto di previdenza privato, è la presunta impossibilità di riscatto anticipato della somma versata.

Tuttavia, non è necessario attendere il raggiungimento dell’età pensionabile per riscattare il capitale custodito nel piano di accantonamento. Il piano individuale pensionistico offerto da Groupama Assicurazioni, Programma Per Te, ti permette di richiedere, in qualsiasi momento, come previsto dalla normativa vigente in materia, un’anticipazione fino al 75% della posizione individuale maturata, in caso di urgenze di carattere sanitario*.

È inoltre possibile chiedere un’anticipazione, dopo otto anni dalla data di adesione ad una forma di previdenza complementare:

  •  fino al 75 per cento della posizione maturata per l’acquisto e per la ristrutturazione della prima casa di abitazione per sé e per i figli;
  • fino al 30 per cento della posizione individuale, per ulteriori esigenze dell’iscritto.

è inoltre possibile ottenere un riscatto parziale o totale nelle casistiche di seguito.

50% della posizione individuale maturata, in caso di:

  • cessazione dell’attività lavorativa che comporti l’inoccupazione per un periodo di tempo non inferiore a 12 mesi e non superiore a 48 mesi;
  • in caso di ricorso da parte del datore di lavoro a procedure di mobilità, cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria;

intera posizione individuale maturata, in caso di:

  • invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità di lavoro a meno di un terzo;
  • cessazione dell’attività lavorativa che comporti l’inoccupazione per un periodo di tempo superiore a 48 mesi;
  • perdita dei requisiti di partecipazione ai sensi dell’Art. 14, comma 5 del D.Lgs. 252/2005 ( tassazione non agevolata)).
  • Decesso dell’aderente

Per gli iscritti a  Programma Per Te che, invece, decidono di beneficiare del capitale accumulato solo una volta raggiunto il requisito pensionistico, è possibile erogare il montante accantonato in un’unica soluzione, se ne ricorrono i requisiti. In alternativa, è possibile optare per:

  • una rendita vitalizia immediata;
  • una rendita vitalizia reversibile;
  • una rendita certa e successivamente vitalizia, corrisposta per i primi 5 o 10 anni all’aderente o, in caso di suo decesso, alla persona da lui designata. Successivamente, se l’aderente è ancora in vita, viene corrisposta allo stesso una rendita vitalizia.




Messaggio promozionale riguardante forme pensionistiche complementari – prima dell’adesione leggere la Parte I ‘Le informazioni chiave per l’aderente’ e l’Appendice ‘Informativa sulla sostenibilità’, della Nota informativa

*Si può richiedere, in qualsiasi momento, fino al 75% della posizione individuale maturata per sostenere spese sanitarie conseguenti a gravissime condizioni relative a sé, al coniuge e ai figli (dovranno essere certificate dalla ASL).

Pubblicato il 31 Gennaio 2023

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